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Pagare il canone RAI o non pagarlo? Questo è il problema che molti cittadini italiani si chiedono nell’epoca Monti e di fronte alle inquietanti pubblicità del Governo sulla figura degli evasori e ai ficcanti messaggi che in telegiornali RAI e gli spot pubblicitari ci inviano ogni giorno.
Se paghi entro febbraio eviterai di incorrere in maggiori sanzioni….
Così ci dicono.
Ma chi è che deve pagare? E’ giusto pagare? Quali sono gli apparecchi ricetrasmittenti in un epoca di multimedialità?
Rispondiamo subito alla domanda se è giusto o no pagare.
Il concetto di giusto o sbagliato non ha senso perché attiene a valori morali del tutto personali.
Ci si può infatti chiedere perché bisogna pagare un canone RAI, che è un servizio pubblico di dubbia utilità e che quindi dovrebbe rientrare nei servizi pubblici a disposizione del cittadino che già paga un bel pò di tasse al Governo.
Si potrebbe aprire un lungo dibattito sulla perdita di giornalisti del calibro di Santoro, della chiusura di programmi come quello della Dandini, costretta a emigrare a LA7 come altri giornalisti RAI, e al fatto che secondo alcuni la RAI si comporta come un operatore commerciale al pari delle altre reti private, privilegiando quindi solo l’audience al fine di vendere al meglio i propri spazi pubblicitari (vedi da ultimo la spesa sostenuta per la presenza di Celentano al festival di Sanremo).
Ma questo attiene a considerazioni personali.
Il punto è che pagare il canone è un obbligo di legge bello o brutto che sia. Chiunque abbia un apparecchio radio-televisivo in casa è tenuto a pagare il canone RAI.
Punto e basta.
Chi non lo paga potrà essere soggetto a sanzioni e potrebbe quindi ricevere a casa la famigerata cartella esattoriale per la riscossione del debito.
E chi ha solo tablet, PC o smartphone e non ha il televisore?
Non deve pagare. E’ notizia di poco fa.
La Rai infatti, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il
pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone''.
E' quanto precisa una nota dell'ufficio stampa della Rai.
''La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai - continua la nota - si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, societa' ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, societa' ed enti abbiamo gia' provveduto al pagamento per il possesso di uno o piu'' televisori''.
''Cio' quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC...) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone. Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore'',
conclude il comunicato.